Oleodotto-pirata per rubare il gasolio

Tra Cascine Calderari e Samperone scoperta una conduttura lunga quasi un chilometro collegata agli impianti di gasolio della Sigemi

Articolo di Maria Fiore, da La Provincia Pavese dell’11 Marzo 2016

CERTOSA. I ladri di gasolio insistono. Dopo una serie di furti dall’oleodotto della Sigemi, alcuni falliti altri andati a segno, seppure in seguito scoperti, ci hanno provato ancora. Stavolta raffinando la tecnica e agendo da veri professionisti. La banda ha installato un rubinetto all’oleodotto, al di sotto di almeno tre metri di terreno in un campo a Samperone, nel Comune di Certosa, e poi ha collegato un tubo, interrandolo per nasconderlo, per quasi un chilometro.

Il furto del gasolio nei pressi della Casa di Riposo di Certosa di Pavia

Il furto del gasolio nei pressi della Casa di Riposo di Certosa di Pavia

Ieri mattina i tecnici della società che ha sede a Lacchiarella si sono attivati con le ruspe, dopo una segnalazione, e hanno scoperto il trucco. I lavori sono andati avanti per tutto il giorno: è stato infatti necessario scavare in diversi punti del campo per seguire il tubo di gomma e dissotterrarlo. Il furto è stato denunciato ai carabinieri della stazione di Certosa, che ora indagano. Difficile, comunque, dire a quando risale l’installazione del rubinetto e quanto gasolio è stato succhiato dalla tubazione, dove scorrono ogni giorno 10 milioni di litri di liquido.

Il tratto dell’oleodotto “violato” si trova tra Cascine Calderari e Samperone, in aperta campagna. In questa zona i ladri hanno potuto agire indisturbati, forse lavorando di notte. Prima hanno scavato il solco per interrare il tubo di gomma, poi hanno scavato sull’oleodotto per installare il rubinetto.

Di sicuro erano a conoscenza della posizione dell’oleodotto e probabilmente avevano una mappa del passaggio delle tubazioni, ma potrebbero anche avere utilizzato un metal detector. Un lavoro da professionisti e “pulito”, senza alcun sversamento di gasolio come era invece avvenuto in altre

circostanze. L’episodio più grave risale al 2013: un maldestro tentativo dei ladri provocò lo sversamento di centinaia di litri di carburante. Fu necessario bonificare il terreno. L’intervento costò alla Regione circa un milione e mezzo di euro.

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