Contrafforti salva mura: il cantiere alla Certosa

di Stefania Prato La Provincia Pavese del 28 Dicembre 2014
La vecchia struttura in mattoni attorno al monumento si sta sgretolando. È la presenza delle risaie a indebolire la parte esterna del monumento

Contrafforti in ferro, rivestiti con mattoni recuperati dalle fondazioni. I tecnici sono al lavoro per ingabbiare in una solida intelaiatura il muro quattrocentesco che cinge il monumento della Certosa.
L’intervento fa parte delle operazioni di consolidamento che hanno interessato una porzione di muro di un chilometro e mezzo, 500 metri in continuo, oltre al maestoso portale e ad altri punti dove sono state riscontrate preoccupanti fessurazioni.
imageUn progetto congiunto di Provveditorato e Soprintendenza ai Beni architettonici. Costo: 555mila euro, denaro del Ministero e di Arcus spa, costola del Ministero dei Beni culturali che supporta interventi di interesse storico e artistico.
Poi, con quanto risparmiato dai ribassi d’asta, circa 50mila euro, si provvederà, alla pulizia della parte di cinta muraria che si affaccia verso la Galbani.
Nel 2011 furono individuate profonde lacerazioni anche sul lato sud e dal Provveditorato avevano spiegato che era stata individuata una situazione di crisi soprattutto nella porzione che si trova accanto al canale irriguo. Adesso l’impresa Sverzellati sta imbragando il lato est dove si era verificato il crollo del 2008, il muro sta progressivamente perdendo verticalità. I mattoni, oggetto di dilatazioni provocate dal gelo e dal disgelo, stanno riducendo il loro spessore fino a sfaldarsi.
L’ingegnere Maurizio Clarizia del Provveditorato interregionale delle opere pubbliche aveva spiegato che le mura stanno perdendo il loro baricentro. Da qui la decisione di realizzare, nella parte esterna ed interna, i contrafforti. Un intervento su cui il Comitato per la tutela della Certosa preferisce, per il momento, sospendere il giudizio. «E’ evidente che cambierà l’aspetto del muro – sostiene l’avvocato Franco Maurici -. Ricordiamo alcuni lavori effettuati in passato e speriamo che non si tratti di un nuovo colpo inferto al complesso monumentale. A determinare il degrado delle mura è la risaia che raggiunge la cinta muraria».

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