Borgarello compra villa Mezzabarba

Articolo di Stefania Prato da La Provincia Pavese del 22 Novembre 2014
Il sindaco Lamberti tenterà di aggiudicarsi l’asta per lo storico immobile, lanciato finanziamento collettivo con i cittadini
villaBORGARELLO Il progetto è ambizioso: acquistare villa Mezzabarba.
Ma l’amministrazione Lamberti vuole provarci e lo fa attraverso un’operazione di crowdfunding, cioè di finanziamento collettivo.
Lancia così una raccolta fondi per poter comprare la grande villa del ’700 che fu residenza estiva dei Mezzabarba e che, mercoledì prossimo, andrà all’asta giudiziaria che, questa volta, partirà da circa 761mila euro. Soldi che il Comune non ha a disposizione, ma che spera di trovare in un paio di mesi.
Ed è deciso a far valere il diritto di prelazione.
«Un diritto che è possibile esercitare, in quanto si tratta di un bene di interesse storico e artistico», precisa il sindaco Nicola Lamberti. Se l’asta non andrà deserta e un privato sarà quindi interessato ad acquistare un palazzo storico di circa 2mila metri quadrati, ci saranno sessanta giorni di tempo, a partire dall’assegnazione formale del bene, per trovare i soldi.
E, per farlo, la raccolta fondi esce dai confini locali.
«E’ un sogno – ammette Lamberti – ma ci piace crederci e vorremmo provarci».
Per i cittadini e per il paese. Perché questa potrebbe essere una bellissima risposta al megamarket. «Dai cittadini arriverebbe un segnale preciso», chiarisce il sindaco. Si parte da una base d’asta di circa tre milioni di euro nel 2012 per arrivare agli attuali 761mila euro. Se nessuno sarà interessato, toccherà al curatore fallimentare decidere se rifare l’asta, e in questo caso il prezzo scenderebbe di un ulteriore 20%, oppure andare a trattativa privata.
«Ci rendiamo conto che è un’iniziativa unica, quella di chiedere aiuto ai cittadini, ma vogliamo tentare – dice Lamberti -. La villa infatti si sarebbe potuta ottenere con la realizzazione del centro commerciale e per noi amministratori sarebbe stato più facile optare per questa soluzione». Con conseguenze come l’aumento dell’inquinamento e del traffico.
«Senza l’insediamento commerciale – precisa – i cittadini finiranno per risparmiare decine e decine di minuti che invece avrebbero speso in auto, ma il tempo ha un valore altissimo.
E una delle ragioni per cui ci siamo opposti all’intervento è proprio la tutela del bene comune».

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