Un punto sulla vicenda Centro Commerciale

Riportiamo alcuni articoli apparsi nell’ultima settimana sulla stampa locale relativi ad una nuova offensiva dei promotori del Centro Commerciale “Progetto Commerciale”, già bocciato dal T.A.R. nel Maggio 2013.
Chi desidera, può documentarsi anche leggendo la sentenza del TAR qui allegata, non appellata da alcuno, con cui la vicenda sembrava essersi chiusa definitivamente.

Alcune simulazioni grafiche del Centro Commerciale di BorgarelloLink alla sentenza sul sito del TAR:  Link Sito TAR Lombardia
Scarica il pdf della sentenza: Sentenza TAR su Centro Commerciale Borgarello.

Inoltre, particolarmente interessante sarà la conferenza pubblica del 17 Ottobre a Borgarello, indetta dal sindaco Lamberti.


Senza gli alleati in Consiglio, quasi pari: 13 a 12

La Provincia Pavese, 09 ottobre 2014

L’esito della verifica Sel-Bosone mette a rischio la tenuta della maggioranza.
Sel si dichiara pronta a passare all’opposizione se Bosone non farà marcia indietro sui tagli alle scuole e se non si pronuncerà chiaramente contro il centro commerciale di Borgarello.
Ora la maggioranza può contare su 14 consiglieri a 11 (dopo il passaggio all’opposizione di Raffaele Sala, Italia dei Valori). Senza Sel la maggioranza si ritroverebbe in bilico sul 13 a 12. Con un’assenza si arriverebbe al pareggio. E l’assenza è spesso dovuta a un impegno di lavoro in Egitto del consigliere Pd Roberto Calabrò.
In caso di rottura paiono scontate le dimissioni dell’assessore Osculati, anche se lui tace in merito.


Lamberti fissa incontro pubblico

La Provincia Pavese, 04 ottobre 2014 – di Giovanni Scarpa

La contromossa del sindaco di Borgarello è un’assemblea pubblica fissata il 17 ottobre, qualche giorno prima del tavolo in Provincia. «Ci saranno tanti spunti che intendiamo fare nostri in occasione del vertice in Provincia – dice –. La gente ci chiede risposte ponderate e riflessioni. Noi non siamo mai stati contrari in maniera pregiudiziale. Semplicemente, al momento, non vediamo novità che potrebbero indurci a cambiare idea. Devono confutare le nostre tesi con dati oggettivi, non strumentalizzazioni. Felice di cambiare idea, in quel caso, perchè ho solo da perderci in questa battaglia. Ma la vedo difficile. L’ultimatum? Mai fatto passi illegittimi a danno dei cittadini. Su questo sono tranquillissimo. Il Tar, finora a prova contraria, ha penalizzato loro non noi».


Borgarello, mega-market Bosone convoca i sindaci

La Provincia Pavese, 04 ottobre 2014 – di Giovanni Scarpa

Centro commerciale, la Provincia convoca i sindaci per il 24 ottobre. Dopo l’ultimatum della società, il presidente Daniele Bosone invita tutti a sedersi attorno ad un tavolo per cercare di uscire da una situazione che si fa sempre più complicata. Anche per la mancanza, ad oggi, di una posizione univoca degli enti interessati. La Provincia, ad esempio, apre – seppure cautamente – alla proposta della società bergamasca.

«Credo sia giusto dare un’ulteriore valutazione al progetto, alla stregua dei sostanziali cambiamenti apportati dai proponenti – spiega Bosone –. E’ iniziato una nuova procedura, c’è un nuovo progetto, più “verde”. Credo che tutto questo meriti degli approfondimenti La contrarietà di Lamberti? Liberissimo di compiere le sue scelte, le motiverà. Il centro commerciale, però, non riguarda solo Borgarello, ma tutto il territorio. Ci sono in ballo opere nell’intera zona a Nord di Pavia. Giusto discuterne insieme e insieme trovare una soluzione». Ma la strada per il presidente della Provincia è tutta in salita.

Al no già preannuciato da Lamberti, si aggiunge quello – pesantissimo – del sindaco di Pavia . «La nostra posizione, rispetto alla precedente amministrazione, non cambia – giura Massimo De Paoli –. Sono d’accordo con Lamberti: il progetto è cambiato, ma la sostanza è la stessa. Resta aperto il problema della viabilità, difficile da risolvere».

No secco anche dal sindaco di San Genesio (l’altro Comune oppositore del centro commerciale). «Ultimatum o no, noi siamo per la difesa della nostra gente e dei nostri commercianti, che verrebbero penalizzati dall’apertura del centro commerciale – avverte il sindaco Cristiano Migliavacca –. Non dobbiamo guardare al solo beneficio economico, ma anche la prezzo sociale da pagare».

Cauto Marcello Infurna (Certosa). «Il nostro Comune aveva dato il via libera alla compatibilità del vecchio progetto – ricorda il successore di Corrado Petrini –. Ora siamo di fronte ad una nuova iniziativa. La scelta spetta a Borgarello, noi valuteremo senza pregiudizio per quello che ci concerne. Sull’ultimatum della società, siamo pronti a difendere gli interessi del Comune».

Favorevole, infine, Massimiliano Sacchi (Giussago): «Lo avevamo già detto in conferenza di servizi e lo ribadiamo. Ci sono opere di compensazione importanti per il territorio. E in questo periodo di crisi paurosa, metterei da parte le ideologie e sfrutterei questa opportunità».


Megamarket, il Comune ribadisce il no 

La Provincia Pavese, 03 ottobre 2014 – di Stefania Prato

Il primo passo è quello di rivolgersi a un legale, ma la richiesta di un risarcimento di 2milioni di euro, arrivata dalla società che intende realizzare il centro commerciale, non intimidisce la giunta Lamberti. Dall’amministrazione fanno sapere che «i cittadini non verranno danneggiati» e che «si proseguirà con i punti previsti nel programma elettorale». E tra i punti vi era quello di dare una destinazione diversa all’area di circa 217mila metri quadrati dove dovrebbe sorgere il megamarket.

Di certo il nuovo progetto presentato dalla società Progetto commerciale srl non era piaciuto alla maggioranza che sostiene il sindaco Nicola Lamberti. «E lo stesso del precedente, solo riproposto in chiave pseudo green – dice lapidario Fabrizio Carena, Progetto Civico, delega alla comunicazione –. I volumi erano identici e la superficie occupata era rimasta invariata». Ma soprattutto, sostiene Carena, non risolveva i problemi di impatto ambientale e viabilistico che ne avevano determinato la bocciatura in conferenza dei servizi. Insomma non basta “una verniciata di verde” per rendere digeribile un intervento che l’amministrazione Lamberti aveva da sempre osteggiato.

E dopo la richiesta di risarcimento arrivata dalla società, ad attaccare la maggioranza è anche l’opposizione. Il capogruppo Simone Montana non solo è preoccupato per «la somma ingente che il Comune dovrebbe sborsare» ma ricorda anche i 14milioni di euro a cui avrebbero rinunciato gli amministratori dicendo ancora una volta “no” al centro commerciale. Soldi, dice Montana, che si sarebbero potuti utilizzare per la sistemazione del municipio, per adeguare strutture scolastiche insufficienti e per ampliare il cimitero.

«Interventi al palazzo comunale e alla struttura cimiteriale erano stati inseriti nel piano triennale delle opere pubbliche e poi eliminati quando il Comune non riuscì a vincere il bando dei sei mila campanili – sottolinea Montana –. Il risultato è che mancano i soldi per effettuare interventi essenziali per i cittadini». E poi, con i 14milioni di euro, si sarebbe potuto pensare al recupero di Villa Mezzabarba, aggiunge il consigliere. «I piani superiori avrebbero potuto ospitare il municipio – chiarisce– al piano terra si sarebbero potuti accogliere, oltre agli ambulatori medici, la banca e le poste, assicurando così alle casse municipali sicure entrate, attraverso gli affitti, per rendere sostenibile l’utilizzo di villa Mezzabarba»

 


«Borgarello, risarcimento da due milioni di euro» 

La Provincia Pavese, 02 ottobre 2014 – di Giovanni Scarpa

Centro commerciale, ultimatum della società al Comune. Se entro il 31 ottobre il Comune non si deciderà a dare seguito alla richiesta di realizzazione dell’insediamento, l’azienda bergamasca è pronta a chiedere due milioni di euro di danni. E solo per cominciare. Dopo 14 anni di tentativi diplomatici di sbloccare la questione, la Progetto commerciale srl dichiara ora guerra alla giunta Lamberti.

Durissima la lettera procollata nei giorni scorsi dal nuovo responsabile della società, Marco Meloni. «Invitiamo formalmente il Comune – si legge nel documento – a valutare il protocollo d’intesa consegnato nel luglio scorso, sottoponendolo alla deliberazione del consiglio comunale. Nell’ipotesi in cui l’amministrazione confermasse la propria arbitraria decisione di non procedere più alla realizzazione del parco commerciale multifunzione, resta inteso che la proponente si riserva di adire la competente autorità giudiziaria».

Gli avvocati hanno quantificato in oltre 2 milioni di euro il potenziale risarcimento. Di questi, i 311 mila euro versati in questi anni per l’Ici/Imu. A questi soldi «dovranno essere aggiunti gli importi del mancato guadagno». Ancora da quantificare, ma che è facile ipotizzare ammonti a qualche decina di milioni di euro. E questa è solo la prima parte. La seconda si gioca su un altro tavolo e con altri protagonisti, oltre naturalmente al Comune di Borgarello. La Progetto commerciale srl punta i cannoni anche contro la Provincia, Giussago, Certosa, San Genesio e Pavia (enti a cui è stata recapitata contestualmente la lettera). Il diniego della giunta Lamberti provocherebbe un conseguente esposto alla Corte dei Conti, perchè il rifiuto «implicherebbe un notevole pregiudizio per il Comune, sia in termini erariali (mancati oneri di urbanizzazione) sia infrastrutturali (mancate opere di interesse pubblico)». Quest’ultimo punto riguarderebbe anche la Provincia e i Comuni contermini ai quali la società era pronta a sborsare circa 21 milioni di euro in opere urbanistiche. La posizione di Provincia e Comuni, però, è meno pesante rispetto a quella di Borgarello. La mossa della Corte dei Conti ha anche un’altra finalità: quella di avvertire tutti gli amministratori che un eventuale riconoscimento delle ragioni della società avrebbe ripercussioni anche sui singoli sindaci e consiglieri comunali.

«Non so ancora come ci muoveremo. Per ora non abbiamo deciso nulla. Valuteremo» è il lapidario commento del vice sindaco di Borgarello, Laura Baronchelli. Parla invece di «convocazione immediata dei sindaci per concordare una linea comune» il presidente della Provincia, Daniele Bosone. Ma c’è tempo solo fino a fine mese.

 

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