Due milioni per navigare sul Naviglio da Certosa a Pavia

Borgarello

Il sindaco Lamberti e l’assessore provinciale Marchiafava alla riunione del Comitato per la Certosa

Da La Provincia Pavese del 5 Ottobre 2014
Articolo di Stefania Prato

BORGARELLO. Comuni, Provincia, Università. Il Comitato per la tutela della Certosa chiama a raccolta le istituzioni e spinge sul progetto della navigabilità del Naviglio Pavese.

BORGARELLO. Comuni, Provincia, Università. Il Comitato per la tutela della Certosa chiama a raccolta le istituzioni e spinge sul progetto della navigabilità del Naviglio Pavese. E i sindaci fanno quadrato su una progettazione che consentirebbe di «valorizzare tutto il territorio circostante al corso d’acqua» a partire dal monumento della Certosa, sottolinea l’avvocato Franco Maurici, di Italia Nostra e componente del Comitato. «Tutte le conche sono preziosi monumenti storici» sottolinea il professor Stefano Sibilla, docente del Dipartimento di ingegneria civile dell’Università di Pavia, presente venerdì sera all’incontro organizzato dal Comitato a Borgarello proprio per parlare delle criticità del progetto. Sono dodici le conche che si incontrano nel percorso, lungo 33 chilometri, tra la darsena di Milano e il confluente di Pavia.

«Il Naviglio Pavese era stato declassato a canale irriguo ed è necessario chiederne anche una riclassificazione per poter operare con nuovi progetti» sottolinea il docente indicando quella che potrebbe essere la strategia da portare avanti. Innanzitutto riattivare la navigazione di un tratto, quello compreso tra Certosa e Pavia, fermandosi allo stadio comunale. «E’ l’intervento realizzabile più velocemente – spiega Sibilla –. Si tratta di un percorso di circa 7 chilometri dove esiste una sola conca, quella del Cassinino e un unico ostacolo, rappresentato dal ponte di Borgarello, non meccanizzato, ma meccanizzabile».

E, secondo una prima stima fatta dai tecnici, il costo per rendere navigabile questo ratto si aggirerebbe intorno ai 2 milioni di euro.

Se il professor Paolo Ferloni di Italia Nostra, ricorda «gli aspetti energetici da tenere in considerazione», l’assessore provinciale al turismo Emanuela Marchiafava sottolinea la necessità di «realizzare un progetto che tenga anche conto dell’offerta turistica per poter accedere ai fondi europei».

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