Si rinnoverà la convenzione che non esiste?

Certosa, si discute stop ai monaci
Incontro al Demanio sulla concessione. M5S: dossier in Procura
di Stefania Prato, 16 dicembre 2013

CERTOSA. Nei prossimi giorni nella sede del Demanio, in corso Monforte a Milano, si terrà un incontro per definire la concessione del monumento ai monaci cistercensi, intanto il Movimento 5 stelle ha presentato un esposto in Procura contro ignoti.
Il consigliere regionale Iolanda Nanni chiede ai magistrati di «accertare se esiste un rischio per l’incolumità dei visitatori» e di «valutare se è possibile la gestione del monumento, senza alcun titolo, da parte dei monaci». «Abbiamo chiesto di verificare se sussistono ipotesi di reato», dice Nanni che in Procura ha anche consegnato un dossier sulla Certosa, documenti in cui si legge che il restauro e la messa a norma degli impianti costerebbero 27milioni e 250mila euro. Interventi agli impianti elettrici, antincendio, alle centrali di generazione termica. Ma anche alle coperture e al muro di cinta.

La consigliera ha spulciato la documentazione del Demanio, i verbali dei tavoli tecnici e la scheda del progetto Arcus. «Emerge il forte stato di degrado della Certosa – dice Nanni –. Il complesso non è a norma, i turisti non possono entrare». E soprattutto, dice, non potrebbero pagare un biglietto. «Il documento era conosciuto a tutti i livelli istituzionali – incalza –. E già avanzati profili di degrado venivano rinvenuti in uno studio del 2004. I turisti possono visitare un decimo del complesso». E poi c’è la questione della convenzione che, sostiene la consigliera, «non è mai esistita». «Nei documenti si legge che tra Demanio e monaci – dice Nanni – non è stato sottoscritto alcun contratto d’uso, perché questo potrebbe prefigurarsi come convenzione a titolo gratuito».

Dalle Soprintendenze fanno però sapere che «i documenti sono datati» e che nel frattempo i lavori di messa in sicurezza più urgenti sono stati fatti. Sono state sistemate le coperture e gli impianti della chiesa, oltre alla messa a norma dell’impianto termico. «Presenteremo un progetto per accedere ai bandi Cariplo per ottenere altri 800mila euro per interventi ad ampio raggio – spiega Letizia Lodi, direttrice del museo – avevamo già fatto un tentativo, saltato perché i padri non avevano presentato la documentazione necessaria».

La Provincia Pavese, 16 dicembre 2013            Link ai documenti allegati all’esposto in procura di Iolanda Nanni (M5S)

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