A scuola dalle liste degli studenti medi

di Pierfrancesco Damiani
Lettera al Direttore della Provincia Pavese
Pubblicata il 30 Ottobre 2013

E’ stato molto divertente, oltre che emblematico, vedere in queste ultime settimane, sui giornali, pagine in cui comparivano, assieme, articoli riguardanti le prossime elezioni politiche comunali e le elezioni dei rappresentanti degli studenti. Colpiva in particolare la differenza di stile tra il mondo serioso degli adulti e quello ironico ed autoironico degli adolescenti.
Basterebbe citare i nomi delle liste in campo nelle scuole : “Lista mai vista”; “Listavate aspettando”; “Cogli Listante”; “ La sommossa del Cossa”.
Mi sono preso la briga di leggere alcuni programmi (tutti pieni di concretezza e protagonismo degli studenti): proposte sulla durata dell’intervallo, sulle gite, sulle palestre ma anche sulla sicurezza, sulla raccolta differenziata, su nuovi contenuti educativi, sul diritto di parola, sull’utilizzo degli spazi anche fuori orario, ecc.
Insomma molta immaginazione coniugata a semplicità e concretezza e con al centro il vissuto reale delle scuole.
Molto belli anche i volantini ed i filmati realizzati dagli studenti stessi, senza bisogno di esperti di comunicazione e ghostwriters.
Di antiche ideologie, di frasi fatte, di “appartenenze partitiche” neanche l’ombra.
Magari qualcuno si dispiacerà di questa abissale distanza dalla politica degli adulti, ma così è.
E ciascuno faccia lo sforzo di capire il perché. Una nostra grande scrittrice ha titolato un suo libro “Il mondo salvato dai ragazzini”.
Un libro uscito in una data fatidica, il 1968, che ha accompagnato una stagione segnata dalla volontà di profondo rinnovamento politico e morale.
Un libro di grandi slanci, anche formali, con un’alchimia che sembra proiettare il testo fuori dalle pagine.
Un inno all’adolescenza, alla sua energia e alla sua bellezza, come visione politica per cambiare il mondo.
Io invece faccio parte di quegli altri articoli citati nello spazio serioso degli adulti in competizione elettorale.
Ma credo sarebbe molto utile se i miei compagni di strada ed avversari politici dedicassero un po’ più di tempo, anziché alle tattiche e strategie, a leggere i programmi degli studenti medi.
Sarebbe un’utile lezione di umiltà e di buon senso.
Del resto nessuno che vinca le elezioni potrà costruire qualcosa di sensato, di nuovo e di buono, senza mettersi in ascolto della voce di questi ragazzi, senza dare priorità al mondo della scuola e della cultura, dove sono presenti ancora le relazioni non mercantili e dove si coltiva il grande racconto della vita e l’amore per bellezza, che ci può e ci “vuole” salvare.
Buona lettura.

 

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